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Triathlon Team Bike Gussago .....

13 ottobre 2018

 

TRIATHLON TEAM BIKE GUSSAGO

 

Campionati del Mondo di
 
Ironman "Kona HAWAII"

 

I nostri complimenti a
 
Mauro Ciarrocchi, Antonio Bussolati
 
per i risultati ottenuti

La squadra del "Team Bike Gussago Triathlon" di cui Mauro Ciarrocchi è tecnico e responsabile si allena presso il nostro centro

 
 
 Sabato, 12 maggio 2018

Triathlon Team Bike Gussago .....Ciarrocchi, Bussolati e Spinoni

conquistano l'accesso al mondiale alle Hawaii 

TRIATHLON TEAM BIKE GUSSAGO
 
 
 
 
Campionati Africani  di Ironman in Sudafrica
Port Elisabeth
 
I nostri complimenti a:
Mauro Ciarrocchi, Antonio Bussolati
e Marco Spinoni
per il risultato ottenuto, conquistando l'accesso al mondiale alle Hawaii
 
La squadra del "Team Bike Gussago Triathlon" di cui Mauro Ciarrocchi è tecnico e responsabile si allena presso il nostro centro.
 

 

Ci complimentiamo con Mauro

per il risultato ottenuto 

"8° al Mondiale Ultraman a Kona Hawaii"
(515 km affrontando in sequenza nuoto, bici e corsa)

 

La squadra del "Team Bike Gussago Triathlon" di cui Mauro Ciarrocchi è tecnico e responsabile si allena presso il nostro centro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Nordic Walking prossime uscite 2020

Il Nordic Walking può essere considerato una delle novità sportive più complete in assoluto, è alla portata di tutti, adatto a persone di tutte le età, si pratica nei parchi, in città, al mare o in montagna, praticamente all'aria aperta durante tutto l'anno!

Nordic Walking è:  salute, benessere, divertente ! e poco costoso !!

MARINA CORNALBA   E  PATRIZIA CORTI

ISTRUTTRICI DELLA SCUOLA ITALIANA NORDIC WALKING

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Pita e Mari
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Riconoscimento al Centro Sportivo Le Gocce

 La Direzione nella persona di Paolo Carbone,

ringrazia

l'Amministrazione Comunale di Gussago, gli Assessorati allo sport, alle politiche giovanili e sociali, alle attività produttive e promozione del territorio

per il riconoscimento

condivide il merito

con tutte le operatrici e operatori del Centro Sportivo Le Gocce:

istruttori, educatrici, preparatori atletici, fisioterapisti, receptionists e manutentori,

che con il loro paziente lavoro e collaborazione hanno reso possibile il conseguimento dei valori citati nell'attestato.

Grazie da parte mia a Voi tutti.

La pratica delle discipline sportive è parte fondante della personalità, essa non viene nè prima nè dopo lo studio e il lavoro ma, INSIEME.

Essa è parte integrante della vita di ogni persona.

Paolo Carbone

Gussago, 19 dicembre 2017

 

 

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Tragedia di Brema... in ricordo

 

Tragedia di Brema

 

COSA ACCADDE 50 ANNI FA


Il 28 gennaio 1966 un aereo della Lufthansa partito da Francoforte - il Convair Metropolitan - precipitò in fase di atterraggio all'aeroporto di Brema. Nessun superstite. Tra le 46 vittime vi era una selezione della Nazionale di Nuoto e il giornalista Nico Sapio - telecronista nato a Novara nel 1929, impiegato presso la sede RAI di Genova e voce del Nuoto Italiano nelle occasioni importanti - diretti al meeting di Brema, il più prestigioso appuntamento della stagione indoor che sarebbe stato trasmesso in eurovisione. La manifestazione si svolse comunque e nelle corsie che sarebbero dovute essere occupate dagli atleti italiani fu posto un drappo nero, sui blocchi un bouquet di fiori.

 "La Federazione Italiana Nuoto, nel cinquantesimo anniversario della tragedia di Brema, rinnova il ricordo dei caduti affidandolo alla perenne memoria del movimento natatorio e di tutto lo sport italiano: Bruno Bianchi, Amedeo Chimisso, Sergio De Gregorio, Carmen Longo, Luciana Massenzi, Chiaffredo Rora, Daniela Samuele, il tecnico Paolo Costoli e il telecronista Nico Sapio"

 UN MINUTO DI SILENZIO IN TUTTE LE PISCINE D'ITALIA. Alle ore 18.51, orario dell'incidente (Stuhr), si fermerà tutta l'attività in corso presso le piscine italiane per ricordare le vittime della tragedia e alimentarne il ricordo attraverso i praticanti italiani e le loro famiglie.

 Fonte: repubblica.it

La Superga dimenticata che stroncò il nuoto azzurro
di EMANUELA AUDISIO – 26 gennaio 2012

Morirono per un ritardo di 12′. L’aereo che persero, decollò e atterrò senza problemi. Con 9 posti vuoti. I loro. Quello seguente, un Convair, non arrivò mai: un boato e mille pezzi. C’era pioggia e nebbia quella sera su Brema. L’oste Heinz Strangmann uscì fuori dal suo locale e corse per i campi: chiamò, nessuno rispose. Tutti morti, anzi per dirla in maniera più gentile: nessun superstite. Di integro restava solo il timone di coda, l’ala destra, le staffe del carrello. L’Italia era davanti alla tv a vedere il festival di Sanremo: “Dio, come ti amo”, cantavano Modugno e Cinquetti. Ogni sport ha le sue Superga. Il nuoto ha Brema ’66. Quella notte la meglio gioventù del nuoto azzurro scomparve: quattro ragazzi e tre ragazze. Con loro anche un allenatore e un telecronista della Rai. Per la prima volta un meeting internazionale sarebbe andato in eurovisione. Quella trasferta era un premio da meritare.
Bubi Dennerlein, poi allenatore di Novella Calligaris, si salvò perché era in rotta con la federazione. “Ho sempre avuto un brutto carattere, non ero d’accordo con certe scelte, e così decisi che non sarei partito. È stata la mia fortuna, ma una disgrazia per Paolo Costoli che mi sostituì”. Daniela Beneck non andò perché si sposava sua sorella Anna. Su quel bimotore Lufthansa in viaggio da Francoforte verso Brema viaggiavano 47 persone e la nazionale azzurra che stava preparandosi per i Giochi del Messico ’68. Francesco Zarzana ha ricostruito con affetto la storia di quella tragedia dimenticata nel libro L’ultima bracciata (Infinito edizioni). “Anch’io sono stato un nuotatore, ma non un campione, e mi ha sempre colpito come quel disastro si portò via una generazione sportiva buona e fedele che credeva nell’importanza di rappresentare l’Italia. Tra di loro c’era amicizia vera, si frequentavano e si aiutavano”.

A Superga nel ’49 era scomparso il grande Torino, una squadra famosa e piena di titoli, a Brema nel ’66 fu distrutta una nazionale, una gioventù, povera e sconosciuta. Che studiava, lavorava, nuotava. Daniela Samuele era di Milano e aveva 17anni. Faceva il liceo artistico e in valigia con il costume e l’accappatoio mise il suo primo abito da sera di chiffon. Carmen Longo, ranista di Bologna, 19 anni, partì con la borsa azzurra con la scritta Italia dei Giochi di Tokyo ’64 e con la preoccupazione della scuola (2ª liceo). Trovarono sul suo quaderno un verso di Saffo: “Tu giacerai morta, né più alcuna memoria rimarrà di te”. Amedeo Chimisso, 20 anni, dorsista, figlio di uno scaricatore di porto di Venezia, lavorava come fattorino perché il padre gli aveva detto: “Siete sei figli, non posso mantenervi tutti, se vuoi nuotare, arrangiati”. Sergio De Gregorio, 20 anni, si allenava anche di notte, era di Roma come Luciana Massenzi, 21 anni, dorsista, che per migliorare era anche andata in Francia. Bruno Bianchi, 23 anni, era il più anziano e anche il capitano, nato a Trieste, viveva da solo a Torino e lavorava alla Fiat per mantenersi all’università. Era preoccupato di volare d’inverno visto che un aereo indiano si era appena schiantato sul Monte Bianco. Chiaffredo “Dino” Rora, 21 anni, dorsista, torinese, anche lui impiegato alla Fiat dove suo padre era collaudatore, prima di partire chiamò casa e disse: “Perdonami, mamma”. Di cosa, scherzò lei. “Di tutto”, rispose lui. Paolo Costoli, 56 anni, l’allenatore che sostituì Dennerlein, era un tecnico e un ex nuotatore molto famoso, con esperienze anche in Brasile. Nico Sapio della Rai si era aggiunto all’ultimo, Brema era un meeting internazionale molto importante.

Il Convair esplose nel villaggio di Stuhr alle 18.49 del 28 gennaio, la Lufthansa in Germania non aveva mai avuto un incidente, per cinque ore non ci fu nessuna informazione. L’illuminazione dell’aeroporto era difettosa. Un testimone, Vittorio Canale, di Capri, capocameriere al ristorante dell’aeroporto parlò di un lampo in aria, “come un flash”. Pier Paolo Pasolini andò in tv a dire che davanti alle foto di quei ragazzi provava disperazione. “Quei visi dimostrano un completo, totale abbandono alla vita. Alla vita come forza, come gioventù, come vitalità. L’amore per la vita quotidiana di tutti i giorni per un futuro di cittadini onesti”. Dino Buzzati scrisse un articolo con il titolo “I Puri”. Ricordava che a Superga era morta una squadra che tutti conoscevano, “i più forti calciatori d’Italia”, mentre questi ragazzi chi li conosceva? “Non erano né ricchi né famosi. A guardare le loro foto fanno tenerezza e pietà. E poi l’Italia era a seguire Sanremo, una gara di nuoto in un paese che non sa stare a galla, non era così interessante”.
 
Bubi Dennerlein dice oggi che quella era la generazione del cambiamento. “Il nuoto si stava evolvendo, il lavoro in piscina diventava più intenso, quella nazionale molto dotata e moralmente sana, stava diventando grande e fu spezzata. Riprendersi fu difficile, per tutti c’erano traumi e paure da superare”.
Quarantasei anni fa l’ultima bracciata che non toccò il traguardo.

 

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